47) Claparde. Il principio psicologico della scuola attiva.
La legge del bisogno e dell'interesse costituisce decondo douard
Cleparde (1873-1940) il fondamento psicologico della scuola
attiva in quanto essa tiene conto del fatto che l'attivit del
fanciullo  sempre suscitata da un bisogno per soddisfare il quale
il fanciullo  disposto a mobilitare le sue energie. E' quindi
necessario mettere lo scolaro nella situazione adatta a
risvegliare un interesse, un bisogno e consentirgli di apprendere
quelle conoscenze adatte a soddisfarlo.
. Cleparde, L'educazione funzionale.
La legge del bisogno o principio funzionale.

Il principio della Scuola attiva ha la sua naturale origine dalla
legge fondamentale dell'attivit degli organismi, che  la legge
del bisogno, o dell'interesse: l' attivit  sempre suscitata da
un bisogno. Un atto che non  direttamente o indirettamente
collegato ad un bisogno,  una cosa contro natura. E questa cosa
contro natura  ci che la scuola tradizionale si ostina ad
ottenere dai suoi disgraziati scolari: far fare loro, dalla
mattina alla sera e dal gennaio al dicembre, delle cose che non
rispondono ad alcun bisogno di questi ragazzi. Questi atti, questi
sforzi che si richiede da loro, non essendo regolati dalla legge
del bisogno, si  obbligati, per suscitarli, a ricorrere ad una
serie di mezzi, punizioni, cattivi punti, ricompense, esami,
minacce, etc., che hanno l'efficacia che ognuno conosce.
Un atto normale deve essere sempre funzionale, cio deve avere
sempre come caratteristica quella di realizzare i fini capaci di
far sviluppare il bisogno che lo ha fatto nascere. Se si sopprime
il bisogno primitivo si viene a sopprimere la causa dell'atto
stesso.
La scuola tradizionale richiede questa mostruosit psicologica:
atti che non rispondono ad alcun bisogno. dunque atti senza causa.
La Scuola attiva, al contrario,  fondata sul principio del
bisogno. Per fare agire il vostro scolaro metterlo nelle
circostanze nelle quali venga a provare il bisogno di compiere
quell'azione che voi attendete da lui.
La Scuola attiva non ha altro fondamento psicologico oltre a
questo. Questo principio funzionale non , notiamolo bene, una
concezione del pensiero, un'ipotesi metafisica. E' l'espressione
di un fatto di osservazione di tutti i giorni e di tutti i
momenti. E' il bisogno che mette in moto gli individui, gli
animali, gli uomini, che fa vibrare gli stimolanti interiori della
loro attivit. E' ci che si pu notare dappertutto e sempre;
salvo,  vero, nelle scuole, perch esse sono al di fuori della
vita.


Come suscitare il bisogno nella scuola?.

Tutto questo  molto bello - obbietter qualcuno. - Voi parlate
bene, dicendo che la scuola  fuori della vita. Ed  proprio per
questo che non la si potr fondare sulla legge del bisogno, che
non si esplica che nella vita. Tra scuola e vita vi  un muro che
giammai la vita oltrepasser. Come volete trovare in un'aula di
scuola, degli stimolanti dell'attivit nascente da un bisogno dei
fanciulli?.
Questa obbiezione, di cui certamente si servono tacitamente gli
avversari della Scuola attiva, [...] sembra assolutamente
insormontabile. Come dare agli scolari dei motivi d'azione? Come
giungere a far sl che essi desiderino con tutte le loro forze di
imparare l'aritmetica, la storia, l'ortografia?... La soluzione di
questo problema appare quasi disperata.
Essa, ciononostante, non lo  per colui che tiene conto degli
insegnamenti della psicologia del fanciullo. Costui sapr che il
fanciullo  un essere di cui uno dei principali bisogni  il
giuoco. Ed  proprio perch ha questo bisogno che  un fanciullo;
si pu dunque considerare la tendenza al giuoco come qualcosa di
essenziale alla sua stessa natura. Il bisogno di giocare: 
proprio questo l'elemento che potr riconciliare la scuola con la
vita, fornire allo scolaro questi stimolanti all'azione che si
pretendeva essere impossibile trovare nell'aula di scuola.
Qualunque sia l'attivit che voi volete far compiere al fanciullo,
se avrete trovato il mezzo di presentargliela in modo che egli la
veda come un giuoco, essa sar suscettibile di liberare a suo
profitto dei tesori di energia. La stessa pagina di storia,
secondo che debba essere imparata a memoria per una recitazione
scritta, oppure serva di tema all'organizzazione di un quadro
vivente, susciter delle reazioni diametralmente opposte!.
Il giuoco  dunque, per la realizzazione pratica della Scuola
attiva, di una importanza fondamentale. l; esso che ci permetter
di realizzare nella scuola il principio funzionale. E' questo il
punto di unione della scuola con la vita; il ponte levatoio grazie
al quale la vita potr penetrare nella fortezza scolastica, da cui
torri e muraglie sembravano separarla per sempre. [...].


Il sapere al servizio dell'azione.

Il principio funzionale, che ci ricorda che l'azione ha sempre la
funzione di rispondere ad un bisogno (organico o intellettuale),
ci rivela nello stesso tempo quale sia il significato biologico
del sapere, delle conoscenze che veniamo ad acquistare. Questo
sapere non ha valore che in quanto serve ad adattare la nostra
azione e a permetterle di giungere il meglio possibile al suo
scopo, la soddisfazione del desiderio che l'ha fatta nascere.
Che il sapere non ha alcun valore funzionale e non  fine a se
stesso,  questo un altro punto che la Scuola attiva non deve mai
perdere di vista. E' alla luce di questa verit che essa stabilir
i suoi programmi. Il sapere al servizio dell'azione.
Schematizziamo ora le tappe del processo educativo della Scuola
attiva, per meglio fissare le idee, nella maniera seguente:
1. Risvegliarsi di un bisogno (di un interesse, di un desiderio)
mettendo lo scolaro nella situazione adatta a suscitare questo
bisogno o questo desiderio.
2. Sviluppo da questo bisogno della reazione propria a
soddisfarlo.
3. Apprendimento di conoscenze adatte a controllare questa
reazione, a dirigerla, a condurla al fine che essa si era
proposta.
Come siamo lontani dal sistema tradizionale che, falsando la
relazione di questi due ultimi termini, mette l'azione al servizio
del sapere, e che non d alcun posto al desiderio! [...].


I due sensi della parola attivit.

Come abbiamo gi detto, il termine attivit  ambiguo. Vi sono
almeno due principali accezioni, entrambe del tutto legittime. Ma
una sola di queste accezioni  implicita nella nozione della
Scuola attiva. Nonostante ci queste due accezioni sono molto
vicine. Si comprender quindi come i sostenitori della Scuola
attiva abbiano potuto scivolare senza accorgersene dall'una
all'altra, tanto pi che la psicologia comune non le ha mai
nettamente distinte. E' necessario dunque farlo qui, sia pur
brevemente.
In una prima accezione, attivit ha un senso funzionale;  quello
che abbiamo considerato precedentemente. E' attiva una reazione
che risponde ad un bisogno, che sorge per un desiderio, avente il
suo punto di partenza nell'individuo che agisce attraverso uno
stimolo interno all'essere operante. In questo senso l'attivit si
oppone alla costrizione, all'obbedienza, alla ripugnanza o
indifferenza.
In una seconda accezione, attivit significa effettuazione,
espressione, produzione, processo centrifugo; mobilitazione di
energia, lavoro. Qui, attivit si oppone a recezione, a ideazione
a sensazione, impressione, immobilit. Per far comprendere tutto
ci che intendiamo, ecco alcuni esempi. Desideriamo imparare una
poesia: la leggiamo parecchie volte, poi, allontanando gli occhi
dal libro, proviamo a recitarla a memoria. La lettura di questa
poesia era passiva e solamente nel momento in cui abbiamo tentato
di recitarla, abbiamo preso un atteggiamento attivo, siamo passati
all'atto. Oppure, leggiamo a qualcuno delle coppie di nomi, come
cavallo-carrozza, cielo-nube, etc., pregandolo di ricordarsene.
Poi, ci limitiamo a dargli una serie di parole, pregandolo di
trovare egli stesso una associazione a ciascuna di queste parole.
Nel primo caso il nostro soggetto era nell'atteggiamento passivo;
nel secondo caso nell'atteggiamento attivo.
Riassumiamo sotto forma di tabella queste due specie di attivit,
con le caratteristiche proprie a ciascuna di esse ed ai loro
opposti:
.
1. - Senso funzionale.

Attivit Passivit.

Bisogno, interesse Disgusto.
DesiderioIndifferenza.
Disciplina interiore    Disciplina esteriore.
Stimolanti interiori    Stimolanti esteriori.
Consenso del soggetto   Resistenza.
Spontaneit, libert    Costrizione, obbedienza.
Attenzione spontanea    Disattenzione, attenzione volontaria (con
sforzo).

2. - Senso di effettuazione.

Attivit Passivit.

Espressione   Impressione.
Produzione (o riproduz.)Recezione.
Esteriorizzazione  Ideazione.
Reazione Sensazione.
Processo centrifugoProcesso centripeto.
Invenzione    Comprensione.
MovimentoImmobilit.
Lavoro (scuola-officina)Lettura (scuola libresca).

Abbiamo raggruppato sotto ciascuno di questi aspetti di attivit,
1 e 2, i diversi fenomeni la cui parentela consiste precisamente
nell'assumere l'una o l'altra forma di questi tipi di attivit.
Non potendo qui entrare in molti particolari, speriamo almeno di
aver fatto comprendere ci che distingue queste due diverse
accezioni della parola attivit.
Facciamo notare come l'attivit del secondo senso possa essere
molto bene associata all'attivit come alla passivit del primo
senso. Notiamo anche che l'attivit del primo senso si pu
collegare alle due forme del secondo senso. Da ci si possono far
derivare quattro differenti casi: se scriviamo una lettera perch
si desidera, siamo attivi sia nel primo che nel secondo senso. Se
scriviamo una lettera perch ne siamo obbligati, siamo attivi
solamente nel secondo senso e passivi nel primo. Se ascoltiamo una
risposta ad una domanda che abbiamo posta, siamo attivi nel primo
senso, ma passivi nel secondo. Infine, se siamo trascinati ad una
conferenza senza alcun interesse per noi, siamo passivi cos nel
primo come nel secondo senso.
Uno sforzo, uno sforzo penoso che costa sacrificio, sar attivo
nel secondo senso, ma passivo riguardo al primo.
Cos, come si vede, l'attivit di effettuazione non  n una
caratteristica necessaria, n una caratteristica sufficiente per
ci che bisogna intendere per Scuola attiva, se lo spirito di essa
consiste nell'essere fondata sulla vita. Ma bisogna riconoscere
che l'attivit di effettuazione presenta alcuni vantaggi di cui la
scuola dovr servirsi. Innanzitutto, ci che  appreso con il
sistema attivo (nel secondo senso)  ricordato molto meglio. Poi,
l'attivit, nel secondo senso, produce degli effetti tangibili,
visibili, che facilmente divengono il punto di partenza di un
processo funzionale. L'attivit, nel secondo senso,  dunque un
ausiliare assai prezioso della Scuola attiva.
Di qui si comprende quale sia l'origine delle confusioni a cui
abbiamo fatto cenno. Il termine Arbeitsschule conteneva una
mescolanza dei due concetti di attivit. Anche il termine di
Scuola attiva ha in s questo duplice significato. [...].
Per concludere queste riflessioni ancora non molto approfondite,
che hanno soprattutto lo scopo di suscitarne di pi profonde,
diremo che l'attivit, nel pi alto significato del termine, 
l'attivit nel senso funzionale, nel primo senso. Ma se si
combinano il bisogno e l'esteriorizzazione, si otterr
un'addizione di elementi favorevoli e si potr dire allora di aver
realizzato l'attivit nel significato pi completo del termine.
R. Fornaca-R. S. Di Pol, Dalla certezza alla complessit. La
psicologia scientifica del Novecento,
Principato,  Milano, 1993, pagine 114-118.
